500 anni di Madonnetta delle Ave

Il 30 marzo 2026 ricorre il 500° anniversario dell'apparizione mariana che diede origine all'Oratorio della Madonna delle Ave, il località Monte Buso (Ca' Barbaro), nel territorio di Baone.

La sera del Venerdì Santo del 1526, apparve a due pastori di Este una donna che si rivelò come la Regina del Cielo e della Terra.

30 marzo 1526. I due pastori (Angelo e Gaspare) erano servizio della famiglia Todesco di Este e tornavano in città dopo essere stati a confessarsi dai Padri Eremitani di Terralba. Videro una donna vestita di nero seduta su una roccia, tra i resti di due torri nei pressi del Montebuso. La donna si rivelò ai pastori come la Regina del Cielo e della Terra e li incaricò di recapitare un messaggio al loro padrone, un membro della famiglia Todesco. Lo rimproverò per non aver ancora adempiuto alla promessa di erigere un capitello (piccolo oratorio o edicola) in quel luogo.
I pastori obiettarono che il padrone giaceva a letto, in fin di vita, da quattro giorni. La Madonna, tuttavia, predisse la fine della vita del Todesco ma annunciò che chiunque avesse digiunato per tre Sabati consecutivi avrebbe ottenuto una grazia. Il padrone, allertato dai pastori, si alzò immediatamente dal letto e diede ordine di costruire subito il capitello desiderato.
La chiesetta fu realizzata adattando una torre preesistente di epoca trecentesca, subito dopo l’apparizione, e venne terminata rapidamente.
L’oratorio si presenta di modeste dimensioni e si distingue per il suo suggestivo campanile a vela. Il nome popolare di “Madonnetta delle Ave” riflette l’invito alla preghiera dell’Ave Maria.

Storia della chiesetta

Il piccolo oratorio, sorto sul luogo dell’apparizione, divenne piccolo santuario e meta di pellegrinaggio. La leggenda e la tradizione popolare narrano che in seguito alla costruzione si verificarono numerosi miracoli e straordinarie guarigioni: i ciechi riacquistarono la vista, gli infermi guarirono e, in alcuni racconti, perfino l’acqua putrida divenne limpida e potabile.
La devozione suscitata dall’evento si manifestò anche nell’entità delle offerte dei fedeli, che furono tali da essere oggetto della richiesta che fece Fra Tommaso da Asola (primo del monastero del Tresto e rettore della chiesa parrocchiale di San Fidenzio di Baone) al Vicario generale della Diocesi di Padova, per poterle utilizzare nel restauro e ampliamento della chiesa di San Lorenzo a Baone.

Nei secoli successivi la chiesetta fu visitata dai vescovi di Padova: nel 1670 dal B. Gregorio Barbarigo, il quale scrisse che vi si celebrava frequentemente per devozione. 
Un secolo dopo, nel 1779 il Vescovo Antonio Giustiniani la trovò squallida e indecente, e dichiarò sospeso l’oratorio. Così lo trovarono anche Francesco Scipione Dondi dall'Orologio nel 1813 e Giuseppe Callegari nel 1888.

Le cronache parrocchiali riportano notizia del restauro e ripristino dell'uso sacro nel 1957, quando venne anche riscoperto l'affresco Cinquecentesco sopra l'altare, raffigurante la Vergine Maria col Bambino tra San Giovanni Battista e una santa.